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Popolare Mig-17F

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1/48 Mig-17F Egypt – Syria Premium *** discontinued
Foglio fotoincisioni. Interno dettagliato del postbruciatore. Carrello di atterraggio dettagliato e pozzetti del carrello di atterraggio. I flap e gli alettoni possono essere rappresentati sollevati o abbassati. I freni ad aria compressa possono essere modellati aperti o chiusi. Serbatoi sganciabili sotto l’ala.
L’Edizione Speciale Premium include anche: A-MIG-8955 Set dettagli MIG-17F /LIM-5 /SHENYANG J-5GCM101 Maschere a baldacchino Ginger CatRFSQS-48186 Pannelli strumenti Red Fox 3D
Il Mikoyan-Gurevich MiG-17, fu un aereo da caccia multiruolo monomotore a getto di prima generazione, monoposto e monoplano ad ala media a freccia, progettato dall’OKB 155 diretto congiuntamente da Artëm Ivanovic Mikojan e Michail Iosifovic Gurevic e sviluppato in Unione Sovietica tra la fine degli anni quaranta e i primi anni cinquanta.
Evoluzione del MiG-15 e realizzato per dotare l’URSS di un velivolo multiruolo, oltre che nel ruolo di caccia tattico anche quello di caccia intercettore ognitempo, venne impiegato nelle sue varie versioni, anche da ricognizione fotografica e da addestramento biposto, principalmente da Voenno-vozdušnye sily (V-VS), aeronautica militare, Vojska protivovozdušnoj oborony (PVO) (difesa aerea) e Aviacija voenno-morskogo flota, aviazione navale dell’Unione Sovietica, ma anche massicciamente esportato e utilizzato da numerose forze aeree filosovietiche, coinvolto in numerosi conflitti, e rimanendo operativo per gran parte della fine del XX secolo nelle più importanti aviazioni militari, estendendo la sua operatività in quelle minori anche all’inizio del XXI secolo.
Alla produzione sovietica si aggiungono gli esemplari costruiti su licenza in Cina, indicati localmente come J-4, J-5 e JJ-5 a seconda delle versioni, e Polonia, dalla WSK-PZL, indicati localmente come LIM, dal LIM-2 al LIM-6 a seconda della versione. La corrispondenza, seppur con minime variazioni negli allestimenti e nella propulsione, era pressoché indistinguibile dagli osservatori NATO con quelli di prodizione sovietica, continuando a identificarli con il nome in codice Fresco.